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    June 28

    Uomini o Caporali?

     

      

     

    Ho scelto di prepararmi così per l’esame di stato di domani (dopo aver studiato ovviamente), guardando il mitico Totò non si può non essere di buon umore. Inoltre, quello che dice in questo film rispecchia totalmente il mio pensiero…


    June 25

    Vittime dimenticate

    Domenica e lunedì ho fatto per la prima volte nella mia vita lo scrutinatore. L’esperienza ha avuto i suoi alti e bassi però di una cosa sono felice: aver trovato almeno una persona con cui parlare di tutto. Questa persona, che era presidente del seggio, è una ragazza aquilana lauerata in scienze politiche (anche questo lo reputo interessante perchè m’ha spiegato molte cose sul Referendum e non solo) che da diversi mesi vive sulla costa. La sua casa è parzialmente agibile ma con la sua famiglia ha scelto di trasferirsi per il momento lontano dall'Aquila perchè suo fratello è stato colpito da un grave lutto: la morte della propria fidanzata. Lui ha scavato a mani nude tra le macerie della palazzina in cui abitava e l’ha trovata senza vita. Tra l’altro questa ragazza aveva una storia particolare. Era originaria di Formia ma viveva all’Aquila dall’età di 12 anni quando fu affidata ad un orfanotrofio. Fino ad allora aveva vissuto con i propri genitori ma il padre era diventato cieco e la madre caduta in grave depressione e non potevano più occuparsene. Mi pare che questa ragazza avesse pure una sorella trasferitasi con lei ma non ne sono sicuro. A 18 anni scelse di rimanere per continuare gli studi e conobbe colui che sarebbe diventato il proprio fidanzato. Ovviamente la storia è molto più lunga ma vi risparmio i dettagli, però il racconto della ragazza mi ha copito, anche per il modo in cui ha reagito suo fratello. Lei stessa mi ha detto “io dico tanto di cappello a lui perchè non si è abbattuto nonostante tutto, dal giorno seguente già aiutava la Protezione Civile nell’allestimento della tendopoli…”  Erano fidanzati da 6 anni per cui si può parlare di una parte importante nell’arco di una vita: una storia vera. Con la ragazza abbiamo parlato di varie cose ma quello che mi è rimasto impresso, oltre alla tragica vicenda appena citata, riguarda l’esposizione mediatica dei nostri territori colpiti dal terremoto, dei nostri paesi. Lei dice “fanno sempre vedere la chiesa delle Anime Sante ma lì non c’è morto nessuno, fanno vedere la Casa dello Srudente dove son morte 8 persone ma nel palazzo dove abitava la fidanzata di mio fratello son morte 23 persone. In via Poggio Santa Maria, siccome non è una zona di notevole importanza storica non la fanno vedere mai. Eppure ci son morte 23 persone e solo 2 si sono salvate.”

    Parole che mi hanno fatto riflettere e mi trovano assolutamente d’accordo. Ciò che rimane di quella palazzina di 4 piani è poco o nulla, poichè è letteralmente sprofondata, risucchiata da una voragine. Quando i telegiornali si ricordano di noi (invece che parlare di veline e altre stronzate) fanno vedere sempre le stesse cose: Onna 41 morti, giustissimo far vedere cosa ne rimane ma c’è un paese che ha avuto più morti in proporzione e non c’è mai stato nessun tg nazionale: Villa Sant’Angelo 17 morti su 100 abitanti (forse di meno). Castelnuovo è un piccolo paese che è stato praticamente spazzato via perchè costruito sull’argilla, ci son morte 5 persone, eppure dopo qualche giorno i riflettori si sono spenti. Non ci sono morti di serie A e di serie B. Un’altra cosa che ci fa incazzare (scusate il termine) è che tutti vogliono essere terremotati, tutti vogliono essere inclusi nel “cratere”. Anche i pescaresi che non c’entrano nulla. E questo è anche colpa dell’informazione che ha dipinto questa tragedia come il “terremoto d’Abruzzo”. I danni veri stanno nel raggio di 50/60 km da L’Aquila e basta: tutti vogliono approfittare per “mangiare” di qua e di là. Gli alberghi sulla costa e anche quelli sull’altopiano delle 5 miglia sono in crisi profonda perchè tutti disdicono le prenotazioni, per colpa della mala informazione. Per forza, hanno sentito che l’Abruzzo non esiste più, l’Abruzzo è distrutto ed ora l’economia è in ginocchio. Si perdono migliaia di posti di lavoro. C’è gente che si lamenta per qualche vaso di ceramica rotto, mentre c’è chi ha avuto gravi lutti e con dignità prova a vivere senza protestare.

    Mi scuso cari lettori, se magari posso sembrarvi un pò pesante, però il mio scopo è quello d’informare senza peli “sulla tastiera”. Informare e in questo caso ricordare, cominciando dalla ragazza della cui tragica fine ho scritto poc’anzi, Maria Civita. Con lei voglio ricordare tutte le vittime (tra l’altro non si sa manco il numero preciso perchè ormai non se ne parla più) che trovate in questo memoriale.


    Ju tarramutu

     

    “Pe fermamme, ju tarramutu, me tà ccjie. Kjù fa ju strunzu, kjù ‘ndsosto. Se solo sapesse come se smorza ji farria vedè. Tengo solo trovà addò cazzo hanno missu ju bottò. Se me la spalla la casa, la refaccio. Pure senza sordi, co lle sputazze, ma la refaccio. Anzi me ne faccio una bassa e co le tavole cuscì vojo vedè proprio come se mette. Tengo solo la paura che me frega. Perché non è che se la pija solo co mmi. Se la pija co tutti quji che trova. Piccoli e rossi. Pure co ji vecchi che ggià non ne poteano kjù. Quji ggià steano stracchi. E non va bbona. No je ne te kjù de tribbolà. Ha cciso na frega de quatrani che non c’entreano na mazza. Che manco erano aquilani, ma ja ccisi uguale. A che servea tutta ssa carneficina lo sa solo jissu. Po te ta vedè tutta ssa ggente che te guarda e pare che te jice: ”ma coma cazzo le sete fatte sse case? Nojiatri le tenemo antisimiche”. Pure pe tilivisiò te llo icono. Antisimiche ju cazzu che vve frega! So kjù de trecento anni che non se sentea manco na scettacata e mo me vengono a ddi che lo sapeano tutti. Ma che sapeate? Chi ve ll’era ittu? Che teneamo fa? Ji bunker? Po me vengono a raccontà che: ”Era una scossa di media intensità, 6,3 della scala Richter. Non sarebbero dovute cadere tutte quelle abitazioni! E’ indice di poca attenzione alle regole”. Ma dico ji: “Ma addò ju teneate ssu’ misuratore de tarramuti, appiccato co ji prusciutti! Ma se ss’è aperta la terra che appocatro se ‘gnotte tutto”. Pe piacere! Onna l’ha spianata sana sana e Monticchiu, che sta cinquecento metri e che tè le case pure più vecchie sta loco che manco se ne so accorti! A mi me ss’è aperto ju cascittu deju bagnu addò tengo ji ferri pe tajamme l’ogna e j sso retroati dentro aju lavandino. E ju cascittu era quiju bassu. Me ll’ha revodecata tutta la casa. A cognatemo, che sta a San Demetrio, no ji se so cascate manco le fotografie sopra aju commò e a Villa Sant’Angelo che sta loco attraverso ha fatto ne frega de morti. E’ come tutte le cose: a chi tanto e a chi gnente. Però è chiara na cosa sola: che non ci capite una beata mazza. Ssi strumenti che tenete addopreteje pe facci quacche atra cosa. Atru che “sabbia nelle costruzioni”. Ha fatto na sorte de botta che appocatro se cascano le stelle no de “media intensità”. L’intensità, a certe parti, ci stea tutta quanta. Ma se sse so cascati pure gji alberi. Stu ggiru è toccato a nojatri ma non è che potete sta tanto pricisi manco vojatri. Allora mò se semo mbarati. Semo diventati tutti “esperti in terremotologia applicata”. Applicata perché so’ tre mesi che ropp’ju cazzu tutti i jorni e semo fatta pure la classificaziò deju tipu delle scosse. Atru che Mercalli e Richter! Mo ve la jico: ju tarramutu se reconosce pe quantu trojajo fa:

    1. Essiju;

    2. bottarella;

    3. bella botta;

    4. sileppa;

    5. slenghera;

    6. saraga;

    7. petenga;

    8. ’ngulallazia.

    E quando le sete passate tutte come nojatri ve potete presentà a fa ji esperti... media intensità! Ma jeteaffangulo”.


    Per fermarmi, il terremoto mi deve uccidere. Più fa lo stronzo, più divento tosto. Se solo sapessi come si ferma, gli farei vedere. Devo solo trovare dove cavolo hanno messo il bottone. Se mi distrugge la casa, la rifaccio. Pure senza soldi la rifaccio. Anzi me ne faccio una bassa e con le tavole così voglio vedè come si mette. Ho solo paura che mi freghi. Perché non se la prende solo con me. Se la prende con tutti quelli che trova. Piccoli e grossi. Pure con i vecchi che già non ce la facevano più a vivere. Loro già erano stanchi. E non va bene. Non hanno più voglia di soffrire. Ha ucciso molti ragazzi che non c’entravano nulla. Non erano manco aquilani ma li ha uccisi ugualmente. A cosa servisse questa carneficina lo sa solo lui. Poi devi vedè tutta sta gente che ti guarda e sembra chiederti “ma come cavolo le avete fatte ste case? Noi le abbiamo antisismiche!” Pure dalla televisione lo dicono. Antisismiche un corno! Sono più di trecento anni che non si sentiva manco una scossa e adesso mi vengono a dire che lo sapevano tutti. Ma cosa sapevate? Chi ve l’aveva detto? Cosa dovevamo fare? I bunker? Poi mi vengono a raccontare che “Era una scossa di media intensità, 6,3 della scala Richter. Non sarebbero dovute cadere tutte quelle abitazioni! E’ indice di poca attenzione alle regole”. Ma io dico:“dove lo tenevate questo sismografo, appeso con i prosciutti! Ma se si è aperta tutta la terra che quasi inghiottiva tutto.” Per piacere! Onna l’ha rasa al suolo e Monticchio che sta a 500 metri di altitudine e che ha le case pure più vecchie sta lì che manco se ne sono accorti. A me s’è aperto il cassetto nel bagno dove ho il taglia unghie e l’ho ritrovato nel lavandino. E il cassetto era quello basso. Me l’ha strapazzata casa. A mio cognato, che sta a San Demetrio, non sono cadute manco le foto sopra al comò e a Villa Sant’Angelo che sta lì vicino ci son stati molti morti. Come tutte le cose: a chi tanto e a chi niente. Però una cosa sola è chiara: non ci capite una mazza. Questi strumenti che avete li adoperate per farci altro. Altro che “sabbia nelle costruzioni”. Ha fatto un terremoto così forte che a momenti cascano le stelle altro che media intensità. L’intensità, in certi posti, ci stava tutta. Ma se son caduti pure gli alberi. Sto giro è toccato a noi ma non è che voi potete stare tanto sicuri. Adesso abbiamo imparato. Siamo diventati tutti esperti in “Terremotologia Applicata”. Applicata perché sono 3 mesi che rompe le scatole tutti i giorni e abbiamo fatto pure la classificazione del tipo delle scosse. Altro che Mercalli e Richter. Adesso ve la dico: il terremoto si riconosce per quanto casino fa.

     

    1 Eccolo;

     

    2 Piccola botta;

     

    3 Botta forte;

     

    4 Sileppa (sinceramente non so cosa voglia dire);

     

    5 Slenghera (idem come sopra);

     

    6 Botta molto forte;

     

    7 Esplosione;

     

    8 ’ngulallazia. ( Questa è una parolaccia e credo che non ci voglia molto a capirne il significato)

     

    E quando avrete vissuto tutti un’esperienza del genere, allora si che potrete presentarvi come esperti… media intensità! Ma andate a quel paese!

     

     

    Questa è una prosa in dialetto abruzzese scritta da un tale Fulvio Giuliani, che non è parente di quello che aveva "previsto" il terremoto. Siccome mi fa molto ridere ma fa pure riflettere ho deciso di pubblicarla. Su vostra richiesta l'ho tradotta anche se con qualche difficoltà.

     




    June 15

    Intervista ai lettori

    Cari lettori e care lettrici, ho deciso di realizzare un post diverso dal solito. Come dice il titolo ho deciso d’intervistarvi con una serie di domande ma badate bene, questo non è il solito test che si trova in decine di blog, bensì una vera e propria intervista su vari argomenti e con molte domande. Vi ci vorrà del tempo per rispondere, per cui non abbiate fretta.

     

    SU DI VOI

    Nome:

    Nickname:

    Perché questo nick?

    Età:

    Città o paese di residenza:

    Orientamento sessuale:

    Orientamento politico:

    Titolo di studio:

    Lavoro:

    Fidanzato/a ?

    Genere musicale preferito:

    Leggi libri?

    Piatto preferito:

    Credi in Dio?

    Cosa pensi della guerra?

    La costituzione dice “La legge è uguale per tutti”: secondo te è vero?

    Di cosa deve vantarsi e di cosa deve vergognarsi l’Italia?

    Hai dei punti di riferimento a livello morale?

    Credi nello zodiaco?

    SU INTERNET e LA TECNOLOGIA:

    Che tipo di connessione hai?

    Da quanti anni usi internet?

    Quale browser usi?

    Computer fisso o pc?

    Quanto tempo al giorno stai su internet?

    Da quando navighi la tua vita è migliorata o peggiorata?

    Il miglior pregio del web:

    Il peggior difetto del web:

    Da quanti anni hai un computer?

    Cosa significano per te le nuove tecnologie ed internet in particolare?

    Cosa pensi degli hacker?

    Quante volte, a causa di virus o altri file dannosi, hai “smadonnato” davanti al tuo computer?

    Hai una webcam?

    Pensi che internet sia riservato esclusivamente ai giovani?

    Cosa pensi di YouTube?

    Qual è il miglior motore di ricerca?

    Ti piace Skype?

    Hai un iPhone o un lettore mp3?

    SUGLI SPACES

    Da quanto tempo ce l’hai? E perché?

    Ti piace la piattaforma di Windows Live Spaces?

    Cosa scrivi nel tuo blog?

    Gestisci uno space con qualcuno?

    Cosa preferisci degli spaces?

    Cosa non ti piace degli spaces?

    Qual è il blog più bello che tu abbia visto in questa piattaforma?

    Pubblicizzi il tuo( con spam o in accordo con qualcuno )?

    Sei soddisfatto delle visite che ricevi?

    Quanti commenti pubblichi al giorno?

    Curi di più la grafica o i contenuti del tuo space?

    Hai mai ricevuto offese o minacce da qualche blogger?

    Ti sei mai innamorato/a di una persona conosciuta tramite Live Spaces?

    Hai mai incontrato una persona conosciuta tramite Live Spaces?

    Hai più amici qui o nella vita “terrena” ?

    Hai fatto qualche segnalazione al supporto? E la risposta ti è sembrata soddisfacente?

    Cosa deve cambiare negli spaces?

    Li trovi meglio o peggio di quando sei entrato nella piattaforma?

    Cosa pensi di quelli che commentano sempre fuori tema?

    Hai mai visto spaces inneggianti al nazismo, fascismo o all’odio razziale?

    Dai un voto a Windows Live Spaces( da 1 a 10):

    SU LIVE MESSENGER

    Lo usi ogni giorno?

    Il tuo nick su Messenger è uguale a quello del tuo profilo?

    Quanti contatti hai?

    Hai conosciuto persone che poi son diventate importanti per te su Messenger?

    Hai mai ricevuto proposte “indecenti” da qualche tuo contatto?

    Hai mai partecipato ad una videochiamata su Messenger?

    Hai mai litigato con qualche contatto?

    T’hanno mai fregato la password o trasmesso virus?

    Passi più tempo su Live Messenger o Live Spaces?

    Usi Messenger anche per motivi di lavoro?

    Ti piacciono le funzioni di Messenger Plus?

    Quale versione di Messenger usi?

    Hai mai chattato con qualche maniaco pervertito o pedofilo?

    Qual è, in base alla tua esperienza, l’età media di chi utilizza Msn?

    Quante volte hai visto nick tipo “Bimba CapricciOsa”, “Angel of Death” & Co?

    SULLA BLOGOSFERA e I SOCIAL NETWORK

    Hai blog anche su altre piattaforme? Se si, perché?

    Quante piattaforme di blogging conosci?

    Qual è secondo te la migliore?

    Hai un profilo su un Social Network? Se si, perché?

    Pensi che siano migliori le piattaforme di blogging o i Social Network?

    Qual è il miglior Social Network? E perché?

    Qual è il peggiore? E perché?

    Sai che differenza c’è tra la Blogosfera e i Social Network?

    Frequenti blog di personaggi pubblici?

    Sai qual è stato nel 2008 il blog italiano più cliccato al mondo?

    Pensi che tra 20 anni Facebook sarà ancora il 1° S.N per numero d’iscritti?

    Sei sicuro che la piattaforma alla quale sei iscritto/a rispetti la tua privacy?

    SULLE CHAT

    Frequenti una o più chat?

    Hai una chat? Se si, perché? E quanti utenti ha?

    Sei moderatore, amministratore in qualche chat?

    Hai mai bannato qualcuno? E perché?

    Sei mai stato bannato? E perché?

    Frequenti chat per adulti o a pagamento?

    Qual è il miglior sito di chat?

    Preferisci chattare su Messenger o in chat?

    Hai mai ricevuto proposte sessuali in una chat?

    Hai mai incontrato qualcuno/a conosciuto in chat?

    Cosa pensi di quelli che incollano le loro chat negli spaces?

    Qual è, in base alla tua esperienza, l’età media di chi frequenta le chat?

    IN CONCLUSIONE

    Qual è il nickname più strano che tu abbia mai visto?

    C’è qualche sito o blog che ti ha commosso per i contenuti?

    Come parlerai di internet ai tuoi figli?

    Immaginati tra 20 o 30 anni: ti vedi ancora davanti a un computer?

    Credi che tra qualche decennio la carta stampata, la tv e la radio saranno soppiantate definitivamente dalle nuove tecnologie? Se si, lo reputi un fatto positivo?

     


    June 12

    Citazioni

    Come avrete notato ultimamente, ho apportato alcune modifiche grafiche e non solo, al mio space. L’elenco “Aforismi e Citazioni” stava diventando troppo ingombrante, per cui ho deciso di “trasferirlo” nel blog. Mi spiego meglio: questo post contiene citazioni di diverso genere e di varie fonti, e sarà in continuo aggiornamento. Metterò in un elenco, un collegamento a questo post, dal titolo “Aforismi e Citazioni”. Commentando potete anche suggerirmi qualche frase e deciderò se inserirla.

    <<Davanti agli occhi di una bestia crolla come un castello di carte qualunque sistema filosofico. >>

    Luigi Pirandello

    <<Il cinema dev'essere spettacolo, è questo che il pubblico vuole. E per me lo spettacolo più bello è quello del mito. >>

    Sergio Leone

    <<Cecchi Gori è il primo produttore cinematografico che riceve l'oscar agli arresti domiciliari>>

    Roberto Benigni

    <<Un uomo solo è al comando. Ha la maglia biancoceleste della Bianchi. Il suo nome è Fausto Coppi >>

    Mario Ferretti

    << Dio c'e ed è pelato >>

    Anonimo (riferito a Marco Pantani sul Mortirolo)

    <<Quando la strada sale non ti puoi nascondere >>

    Eddy Merckx

    « La vita è un dono meraviglioso! Vi assicuro che morire sarà l'ultima cosa che farò! »

    Roberto Benigni

    «È molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere ogni tanto, galantuomini sempre.»

    Luigi Pirandello

    «La luce che brilla il doppio dura la metà.»

    James Marshall Hendrix

    << A proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare? >>

    Antonio de Curtis ( Totò )

    << Se le porte della percezione fossero spalancate, ogni cosa apparirebbe all'uomo come realmente è: infinita »

    William Blake

    <<Silenzio - la più perfetta espressione del disprezzo >>

    George Bernard Shaw

    << La speranza è un sogno fatto da svegli >>

    Aristotele

    « - La sua band ha un nome molto originale. Ma chi le ha suggerito il nome Pink Floyd? - Gli alieni! »

    Syd Barrett ed un giornalista discutono sull'origine del nome della band

    «Amici, non piangete, è soltanto sonno arretrato (epitaffio).»

    Walter Chiari

    «Non mi sposo perché non mi piace avere della gente estranea in casa.»

    Alberto Sordi

    «La televisione è un apparecchio che ha trasformato la cerchia familiare in un semicerchio.»

    Gigi Proietti

    «Per essere poeti, bisogna avere molto tempo.»

    Pier Paolo Pasolini

    «Il napoletano lo si capisce subito da come si comporta, da come riesce a vivere senza una lira.»

    Antonio de Curtis (Totò)

    «Era un uomo così antipatico che dopo la sua morte i parenti chiedevano il bis.»

    Antonio de Curtis (Totò)

    «Uno dei primi effetti della bellezza femminile su di un uomo è quello di levargli l'avarizia.»

    Italo Svevo

    «Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.»

    Fabrizio de Andrè

    « Signori si nasce ed io lo nacqui, modestamente! »

    Antonio de Curtis (Totò)

    « Ero sposato quando entrai nel gruppo e mia moglie disse: "Perché non scrivi una canzone su di me?" Così io scrissi "She's got balls". E lei chiese il divorzio. »

    Bon Scott

    <<Solo gli imbecilli non hanno dubbi>> <<e tu hai dubbi?>> <<No, nessuno>>

    Luciano de Crescenzo



    May 25

    The best and the worse

    Qualche giorno fa pubblicai un post in cui elencavo una serie di fatti che mi sono capitati da quando sono “un internauta” e devo dire che quel post ha riscosso un discreto successo. Oggi vi propongo, poichè sono un cultore del cazzeggio ( ogni tanto devo smetterla di scrivere di cose serie ), un elenco di frasi che ho sentito o letto nella mia vita al dì fuori delle mura di casa. Come direbbe qualche delatore di internet, nella mia vita “normale”. Proporrò frasi buffe, assurde, sbadate, cattive ma tutte vere. Per facilitarvi la lettura le dividerò in alcune categorie.

    I CLASSICI (ossia quelle frasi che penso abbiate sentito dirvi tutti)

    1) Ti amerò per sempre (una mia ex tre giorni prima di lasciarmi)

    2) Vorrei sposarti (sempre lei nel medesimo giorno) 

    3) Mi dispiace ma non posso stare più con te, non ti amo più. Ti meriti di meglio, mi dispiace. (Sempre lei, questa è parte del testo dell’sms con il quale mi mollava)

    4) Non mi sei mai piaciuto, stavo con te perchè mi facevi pena  (ancora lei! Qualche giorno dopo sempre tramite sms)     

    5) Sei stato tu a baciarmi e mi ha fatto pure schifo (un’altra mia ex, riferendosi al nostro primo bacio. In realtà lei aveva preso l’iniziativa )

    GLI INEDITI (frasi che credo di aver sentito solo io, se non è così segnalatemi eventuali corrispondenze)

    1) Non puoi essere innamorato di una persona prima di fidanzartici (un’altra mia ex, alla quale avevo appena dichiarato il mio amore e per tutta risposta avevo ricevuto una risata in faccia)

    2) Beh credo che dopo due mesi che stanno insieme, due persone si vogliono un pochino bene (una bimbaminkia nonchè mia compaesana, mentre commentava con la propria “filosofia” la fine del fidanzamento con un pirla come lei)

    3) Il terremoto ha distrutto quella casa e quella avanti no perchè ha un andamento a zig-zag. (Un mio compaesano, convinto di ciò che diceva)

    4) Questo problema ce l’avrai per tutta la vita. (Un luminare della medicina, dal quale i miei genitori m’avevano portato per curare il mio mal di testa nel 2001. SI SBAGLIAVA)

    5) Il terremoto da noi ha fatto meno forte che a Castelnuovo (Una compaesana molto "istruita" sulla propagazione delle onde sismiche- per la cronaca Castelnuovo sta a tre km dal nostro paese)

    6) Un bacio non è un tradimento (Il prete che c'insegnava religione, per la serie: evviva il cleroPerplesso)

    ATTACCHI D’ARTE (nient’altro che frasi lette sui muri, alcune presenti ovunque, altre forse solo qui)

    1) Tizio & Tizia 3msc x sempre (e qui mi sorgono vari dubbi. In primis se con “msc” si riferiscono alla nota flotta di navi da crociera, già non è detto che sia il film, magari vogliono fare 3 circumnavigazioni del globo per sparire dalla circolazione. Poi mi chiedo se questi filosofi urbani sappiano che “&” non è nient’altro che un abbreviazione del termine “and”. E se lo sanno perchè mischiano italiano, matematica (x) e inglese assieme?!)

    2) ***** merda (il solito insulto che cambia di paese in paese ovviamente)

    3) **** sei bono/a (non c’è bisogno di spiegare)

    4) L’incubo è finito (frase trovata in un cesso della mia scuola, con accanto la data che corrispondeva all’esame orale)

    5) Lasciate ogni speranza oh voi ch’entrate (trovata sul muro di una scuola)

    6) Che cosa vedi? (Scritta da qualcuno su un prefabbricato inutilizzato fino a poco fa, che è diventato il quartier generale dei Vigili del fuoco nella zona)

    RISATE ASSICURATE (che dire, ridetevela!)

    1) Per pulirmi le orecchie uso il conto-on-fiocc (lo zimbello del paese, convinto di ciò che dice e vi garantisco che è così per tutto ciò che dice)

    2) Nello sperma ci stanno gli spermatozò (sempre lui)

    3) Da piccolo mi sono rotto il nasetto nasale (ancora lui)

    4) Stasera andiamo a giocare ad Ajax

    5) Si va a giocare ad Atalanta (sempre lui convinto che esistano le città di “Ajax” e “Atalanta”)

    6) Non mi faccio prendere per i fornelli (mio fratello, in un momento d’ira funesta)

    7) Io bevo…voce del verbo “bevere” (un mio compagno di classe alle elementari)

    8) “Simone quanto pesa il tuo cuginetto?” – “Sei etti.” – “Sei etti? E che è? Un coniglio?” (Dialogo tra un prof e un mio ex compagno di classe. All’epoca suo cugino aveva tre mesi)

    9) “Che apparato masticatore ha la farfalla?” -“Ehm pung… pungente succhia…pun…”- “A SPIRITROMBA!” (Sempre lo stesso prof con un altro alunno)

    10) "Anni fa facevo il buttafuori a R-Rimini, mi-mi chiamavano "Il bello delle donne" - (un nostro compaesano galeotto, ha passato più anni in galera che in libertà, ricordando il periodo in cui era stato a Rimini, ovviamente in carcere)

    11) "Ma che fine hai fatto?" - "Eh, so stato a Lanc-Lanciano a lavorà!" (Sempre lui rispondendo ad una mia curiosità, appena uscito dal carcere)

    12) "Sapete qual è il mio li-libro preferito? Le mie prigioni." (Ancora lui, ironiazzando sui suoi trascorsi)

    SPECIAL GUEST (frasi che non ho sentito ma mi son state riportate tali e quali da parenti e amici)

    1) Mi dia un chilo di fighe (mia madre, che è di madre lingua francofona, rivolgendosi ad un fruttivendolo)

    2) Si vocifica che… (una nostra compaesana mentre spettegolava)

    3) “A Cassino le case sono tutte distrutto.” - “Si, di sugna!” (Il nostro podestà ed un cittadino, durante un comizio nel ‘45)

    4) Sono stato a caccia col presidente Roosvelt e ho pure salvato la vita a sua moglie (un cantastorie e cantacazzate del mio paese, morto anni fa, in uno dei suoi epici e grotteschi racconti)

    5) “Come va?” - “Mah, poteva essere anche peggio.” (Un altro compaesano al funerale della propria moglie)

    6) “Vede signor ****, suo figlio è bravo nelle materie di calcolo, ma non se la cava molto bene in storia” – “ A Mi-Mimino mio n-non gli piacciono le storie!”  (Un altro compaesano rispondendo ad una professoressa di suo figlio)

    7)Caro papà, ti chiedo un favore. Se puoi mandami 5mila lire, se non puoi mandamene 10 che gli stupidi non so fessi…”  (Lettera di un ragazzo emigrato al proprio genitore)

    8) "Un piccolo cane con le corna!" (Frase pronunciata da un bambino che aveva appena visto una capra per la prima volta nella sua vita)

    9) "Cosa piangi cretino? Non è forse tuo padre che ti sta menando?! "  (Nonno mentre schiaffeggiava mio zio, ergo suo figlio, molti anni fa)

     







    May 22

    Burocrazia Ricaricabile

    Siete avvertiti, quella che state per leggere è una storia vera, vissuta dal sottoscritto, pur se presentante alcune peculiarità "fantozziane" e altre molto meno comiche.

    Una delle mie maggiori preoccupazioni dopo lo spavento iniziale dovuto al terremoto, era quella di sapere cosa fare per il mio futuro. Ovviamente credo che tale preoccupazione fosse insita in tutte le persone coinvolte, però per me la situazione era ed è tuttora molto particolare. Io ho già perso 2 anni causa motivi seri e quest’anno non volevo e non vorrei perderlo per nessuna ragione: infatti mi aspettano i tanto attesi esami di maturità. Le notizie sulla scuola, nei primi giorni erano diverse e poco affidabili. C’era chi parlava di una promozione di massa ( tipo indulto ) per proprio tutti gli studenti delle superiori, anche noi maturandi. A questa notizia non ho creduto perchè mi pareva davvero esagerato promuovere tutti gli studenti delle scuole superiori. Dopo qualche giorno dal grande terremoto sono arrivate le prime notizie ufficiali ma non riguardavano noi maturandi. Con il passare del tempo questa storia iniziava sempre più a innervosirmi, anche perchè pure i miei compagni di classe non sapevano nulla. Nel frattempo le solite voci tirate a vanvera diventavano ancora più assurde, del tipo “tutti gli studenti delle superiori e delle università in tenda!” Eh si, e  dove le trovano tutte ste tende?

    Le prime notizie che m’interessavano direttamente le ho apprese leggendo “il Centro” mentre ero in albergo. Esami che prevedono il solo colloquio multididattico sulla base del programma svolto fino al 4 Aprile. Commissione tutta interna ad eccezione del presidente. Non si sapeva ancora la data e manco il luogo. Dal giornale apprendevo anche che, l’edificio dove aveva sede la mia scuola aveva subito almeno 180000 € di danni, in una sola ala ( chissà le altre… ). Quando son tornato dal soggiorno sulla costa ho finalmente vinto la paura e mi son connesso ad internet: praticamente la prima cosa che ho fatto è stata connettermi al sito del ministero dell’istruzione. C’ho trovato un decreto nel quale si parla della distribuzione di 1500 computer agli studenti della maturità ( 1500 non bastano assolutamente visto che in tutta L’Aquila il numero degli studenti dei quinti è decisamente superiore ) con il programma degli esami e relative attività vattelapesca. Poi sono stato incuriosito da un collegamento: questo. In pratica si tratta di un sito fatto apposta per l’emergenza, dove ci sono forum, chat, programmi degli esami, ecc. Per entrare dovevo inserire codice fiscale e data di nascita ma ogni volta che mettevo in pratica questa operazione mi dava errore. Così ho lasciato perdere. Qualche giorno dopo dal comune del mio paese mi arriva un numero di una certa dott.ssa **** e mi viene detto di andare alla Scuola Allievi e Sovrintendenti della GdF, alle 8 di mattina del giorno seguente. Non chiamo quel numero perchè è domenica, non pensando che di questi tempi non esiste domenica e infatti…

    Il giorno seguente, ovvero lunedì 27 vado in questa grande Scuola: per arrivarci c’abbiamo messo una vita anche perchè fino a quel momento l’avevamo vista solo in tv. Entrando chiedo informazioni ai finanzieri ma quelli sembra che caschino dalle nuvole, poi uno finalmente riesce ad indicarmi dove andare. Ammetto che son rimasto impressionato camminando lì, dalle dimensioni del complesso di edifici, attraversando il piazzale dove tra l’altro si son celebrati i funerali di stato. A un certo punto vedo un cartello “Ufficio Scolastico Regionale” ed entro nell’edificio. Vuoto. Non c’era nessuno, inoltre si notavano delle crepe decisamente importanti nelle pareti, che mi facevano dubitare per la mia incolumità. Sta di fatto che ho telefonato a quel famoso numero e la signora mi ha detto che lei arrivava alle 15, inoltre ha aggiunto “ chi t’ha detto sta cazzata delle 8? " Ecco, lì per lì ho progettato un attentato al nostro sindaco. Alla fine della telefonata non è stata molto simpatica sinceramente nel dirmi “vabbè fatti un giro per L’Aquila”. Ho rimpianto di non aver telefonato il giorno prima.

    Di pomeriggio siam tornati e abbiam fatto pure presto per evitare file troppo lunghe. All’arrivo mi son trovato davanti una scena fantozziana. Anche se ancora non erano le 15 molti ragazzi stavano già li e formavano una serie di file che era impressionante, altri vagavano quasi come se fossero storditi alla ricerca di un’informazione. Una signora che “lavorava” lì faceva spostare la fila ogni due secondi, rendendo tutto più complicato. A me facevano domande altri ragazzi e il bello era che ne sapevo meno di loro. In quel corridoio c’erano otto uffici: due erano chiusi a chiave, uno chiuso per “riunione”, un altro era riservato alle domande dei docenti, un altro dove c’erano 4 impiegati che stavano davanti a dei computer e non sapevano nulla di ciò che accadeva fuori. Nei tre uffici rimanenti il personale era scorbutico, impreparato o menefreghista. I tecnici della Vodafone stavano sistemando alcune cose in uno di questi tre uffici ma ciò che m’interessava era trovare questa dottoressa **** e l’unico modo era chiedere. Il primo impiegato che incontrai per il corridoio mi rispose “ qui non esiste nessuna con quel nome “ con un tono della voce decisamente seccato: fu grande la tentazione di mandarlo a quel paese con sincera cordialità. Il secondo impiegato, per fortuna, mi diede ascolto e mi disse “la cerco “, con un'aria da caccia al tesoro. Nel frattempo lessi che questa signora **** era la referente del mio Com ( in quel modo scoprii qual’era il mio, ovvero il 2° ) e pensai “meno male che non esiste, il referente è la figura più importante “. L’altro impiegato tornò e mi disse che non c’era, perchè era una dirigente e quindi non stava lì. Mi sentivo confuso e un pò preso per i fondelli.

    Mio fratello mi telefonava da fuori per sapere come andassero le cose e gli raccontavo tutto a mò di radiocronaca. Siccome non avevo i soldi al cellulare feci chiamare quella signora da lui.  Mentre aspettavo ( non so manco io cosa ) un’energica impiegata sbucò fuori da un ufficio dove c’era la fila principale e urlò “ oggi si danno i pc solo a quelli che stanno in tenda! “ Un altro motivo per irritarmi anche perchè non capisco che colpa ne ho io di non stare in tenda. Mio fratello ne parlò con la referente che gli disse che ne avevo diritto come gli altri - e ci mancherebbe che non fosse così! Mentre la mia pazienza diminuiva ho incontrato tre miei compagni di classe e mi ha fatto davvero piacere rivederli: tuttavia questo piacere è durato poco. Uno non m’ha manco calcolato per mezzo secondo, mi ha solo chiesto ”qual è la fila?” Un altro invece mi ha chiesto come stavo, l’unica ragazza della nostra classe era quella messa peggio. Senza più una casa e venuta apposta dalla costa, però c’ho potuto chiaccherare anche se mi sentivo un pò a disagio. La fila era di almeno 60 persone, senza una vera e propria organizzazione, tutti ammassati a cercare di arrivare per primi. Pareva una prova di sopravvivenza de "L'isola dei famosi". Non mi ero mai trovato in una situazione del genere. Ciò che mi faceva maggiormente incazzare era che su 8 uffici, uno solo fosse adibito alla distribuzione dei computer, mentre decine d’impiegati stavano a spasso e non solo, ti rispondevano pure male. Uno dei colmi è che erano presenti pure dei finanzieri e non è che facessero molto per migliorare la situazione. Ero costretto a stare in coda in quella sorta di fila senza ordine. Confesso che pure io son passato davanti a qualcuno ma credo siano di più quelli che son passati davanti a me.

    C’era una signora che usciva dall’ufficio ogni 5 minuti e prendeva i documenti dei primi ragazzi che glieli davano ( ma li prendeva come voleva, a volte 2, a volte 5/6 ). Capii immediatamente che sarebbe stata un’impresa ricevere il famoso mini pc quel pomeriggio. Mi avrebbero dovuto dare una medaglia al valore per la resistenza. La beffa o, se preferite, il colmo dei colmi avvenne alle 17.30. Dopo quasi 2 ore e mezzo di attesa era arrivato praticamente il mio turno, diciamo che stavo “in prima linea” ( perchè sembrava davvero di essere su un campo di battaglia ), pronto a dare i miei documenti. La signora esce e pronuncia questo verdetto “ oggi non distribuiamo più computer perchè è finito il tempo. Tornate mercoledì alle 10, tanto siete rimasti in pochi. Mi spiace ma io sto in giro dalle 6 di mattina… “ Volevo quasi dirle che pure io stavo in giro da molto prima ma ero così provato da quella giornata che non trovai manco la forza per incazzarmi. Qualcuno invece protestò ma fu tutto vano. Davvero non dimenticherò mai quelle scene fantozziane perchè sono proprio al limite della decenza.

    Il mercoledì arrivai presto e trovai sicuramente meno ragazzi dell’altro giorno, la solita disorganizzazione e la solita fila. Per fortuna nessun imprevisto e finalmente riuscii ad entrare nel famoso ufficio ( dopo “solo” un’oretta di attesa ) dove mi fecero firmare un foglio e mi diedero sto famoso mini pc con la ricaricabile per connettersi dove registrarono i miei dati. Tra l’altro chiesi anche informazioni sugli esami ma la risposta fu eloquente “non sappiamo nulla “. Più che l'ufficio scolastico pareva una casa per anziani rincoglioniti. Quando son tornato a casa ho scoperto con estremo piacere che il computer non mi serviva a nulla, per tre motivi:

    1) non contiene il programma degli esami  

    2) era dotato di programmi vecchissimi ( tipo Explorer 6, Media player 9, Adobe Reader 7 )

    3) la ricaricabile è da 56 k ( connessione lenta è un complimento in questo caso )   

    4) nel famoso sito messo a disposizione dal ministero ci si può entrare da qualsiasi linea internet ( io infatti, non riuscivo ad entrarci semplicemente perchè mettevo la data di nascista tra queste “/ “ e non perchè ci si potesse entrare solo tramite ricaricabile )

    Bella presa in giro… e ho fatto pure tutta sta processione per prenderlo.




    Non arrendiamoci


    Quella notte il tempo si è fermato,

    la terra nel buio si è mossa,

    per lunghi istanti tutto ha tremato,

    tutto più debole dopo ogni scossa.

     

    Orologi impazziti,

    crateri nelle strade,

    animali terrorizzati,

    morte nelle contrade.

     

    Meno di un minuto è bastato

    per uccidere, cancellare

    ciò che era stato vissuto

    non senza faticare.

     

    Vite in frantumi,

    sconvolta la quotidianità,

    calpestati gli usi e costumi,

    lontana è la normalità.

     

    Qualcosa l’uomo ha sbagliato,

    qualcuno dovrà pagare,

    non nascondiamo ciò che è stato

    ma si deve ricominciare.

     

    Studenti e lavoratori,

    c’è chi è in pace con la coscienza,

    sciacalli e speculatori,

    a loro e ad altri spetta la penitenza.

     

    Per sempre quei momenti

    saranno nei nostri cuori,

    di tutti quei lamenti

    rimarranno i dolori.

     

    Il dolore di chi ha perso qualcosa,

    di chi ha perso qualcuno

    è grande più d’ogni cosa

    e non lo potrà mai celare nessuno.

     

    Volontari, militari e corpi di polizia

    a voi va il nostro rispetto

    e l’ammirazione più sincera che ci sia,

    perchè ci state ridando il nostro vero aspetto.

     

    Noi non molliamo,

    non vogliamo decadere

    perché le nostre radici amiamo

    e da queste vogliamo risorgere.


    Creative Commons License
    Licenza Creative Commons.

    May 21

    Auguri amore

    18!

     

    Soffi su diciotto candele

    oggi, ventuno di Maggio,

    ed io col mio cuore di miele

    ti porgo questo umile omaggio.

     

    Un giorno importante della tua vita,

    giorno festoso della tua gioventù,

    ora inizi una nuova partita

    indietro non potrai tornare più.

     

    Così celebro i tuoi 18 anni

    ora hai raggiunto la “maggiore età”,

    non c’è spazio per i malanni

    ma solo per una grande felicità.

     

    Si mangia, si brinda in tuo onore,

    siam tutti contenti per te,

    io ti regalo il mio amore

    e attendo ciò che hai in serbo per me.

     

    Disegnatrice, scrittrice e poetessa,

    sei un’artista a tutto tondo,

    con una grinta da leonessa

    hai già conquistato il mio mondo.

     

    Sei la mia signora,

    sei colei che mi ama

    per oggi, per sempre e ancora

    auguri, auguri mia dama!

     

     

     

     

    Alla fantastica donna che amo e mi ha reso felice,

    con i migliori auguri per un futuro più che roseo

    ( assieme a me ovviamente Linguaccia)



    Creative Commons License
     Licenza Creative Commons.

    May 17

    Silent Messiah

    Salirà di lungo passo

    cò sguardo alto

    dal ream nefasto

    e sentirem d'abbasso

    del suo assalto

    contra l'Emper Casto.

    Dal mal lei nata

    in santa militante tramutata

    d'infernal rosso adornata

    venusto messia silenzioso

    dall'ira corroso

    implacabile e astioso,

    che di noi pietà abbia

    perchè dall'orgoglio e la rabbia

    non impugni la spada

    e spezzi ogni contrada

    ch'incontri la sua spada

    di sangue e rugiada .

    Nel castigo lei dimora,

    dell'ombra lei è aurora,

    di legioni lei è signora,

    del mal porta corona,

    uccide e non perdona.


    Splendida poesia scritta dalla mia ragazza e già pubblicata qui






    May 16

    25 mesi da “blogger”

    Ogni tanto mi piace scrivere anche delle cazzate e fare qualche “ricerca” un pò particolare nel mio blog. Per cui non preoccupatevi per la mia incolumità mentale, quando avrete finito di leggere questo post. Ho stilato una sorta di classifica di ciò che ho visto, letto e fatto da quando sono entrato nel “mondo” di Messenger e Live Spaces ( circa 25 mesi fa ).

    - Ho creato una chat e l’ho messa nel mio space

    - Ho avuto 2 spaces personali e 2 con la mia ragazza

    - Ho cambiato almeno 5 volte il titolo del mio space

    - Ho cambiato 7/8 volte il mio nickname

    - Ho chattato con almeno 1500 persone

    - Ho chattato, a volte, con 15 persone contemporaneamente ( che fatica! )

    - MI SONO INNAMORATO! E QUESTA è DI SICURO LA COSA PIù IMPORTANTE! ( Pensate che ho conosciuto nella mia chat la persona con la quale sono fidanzato da 16 mesi e che amo da impazzire )

    - Ho litigato con 25/30 persone ( per litigare su internet devi essere proprio arrivato all’esasperazione )

    - Ho conosciuto persone che posso definire come bastarde, nel vero senso della parola

    - Ho ricevuto molti complimenti ( decisamente più di quanti me ne aspettassi )

    - Sono stato insultato e addirittura minacciato

    - Ho ricevuto commenti di spam ( d’altronde chi non li ha mai ricevuti? ) Ma io stesso facevo spam quando incollavo la mia chat nei guestbook altruiImbarazzatoops!

    - Ho chattato in inglese con una persona italo-canadese, con 2 anglosassoni e in francese con una svizzera

    - Ho visto centinaia di nick identici tra di loro

    - Ho conosciuto molte persone che si “etichettano” come “truzzi”, “metallari”, “emo”

    - Io stesso sono stato “etichettato” come metallaro anche se non lo sono e non mi piacciono le “etichette”

    - Ho visto migliaia di spaces ( tra i quali solo 30/40 degni di tal nome )

    - Ho visto in cam 4/5 persone

    - Ho pubblicato centinaia di commenti

    - Ho pubblicato decine di post ( tra cui mie poesie e miei racconti )

    - Ho ricevuto “catene” di vario genere, alle quali non ho mai aderito

    - Ho ricevuto vari inviti da ogni tipo di Social Network

    - NON MI SONO ISCRITTO A FACEBOOK! ( Questa si che è una notizia! )

    - Ho cambiato varie volte la grafica del mio space ( l’assetto finale è merito della mia ragazza così come la grafica dei nostri spaces in comune )

    - Ho ampliato la mia cultura musicale ( grazie anche alla mia ragazza e alcuni amici bloggers )

    - Sono venuto a conoscenza dell’esistenza degli “emo”, anche se ancora non ho capito chi è davvero una persona che si definisce così )

    - Ho letto bestemmie in messaggi personali, post o chat

    - Ho chattato con presunte “bonazze” di facili costumi

    - Ho chattato con presunti bambini, uno addirittura dichiarava di avere 7 anni ( quel che è certo è che fosse un idiota )

    - Ho visto ( e segnalato ) blog inneggianti a criminali, stupri, odio razziale

    - Mi sono schifato di certi bloggers ( tipo quelli proprietari dei blog appena citati )

    - Ho partecipato a campagne di solidarietà o protesta

    - Internet è diventato uno dei miei interessi ( penso che 3 ore al giorno di media ce le passo )

    - Ho conosciuto persone intelligenti, simpatiche e sensibili ( pochi ma buoni! )

    - Ho ricevuto vari messaggi di solidarietà e perfino una telefonata durante le prime fasi della recente emergenza ( per questo considero alcuni di voi AMICI nel vero senso della parola )

    - Ho ricevuto delle proposte sessuali anche da parte di uomini

    - Ho bloccato decine di idioti su msn ( e questo penso sia una cosa normale )

    - Ho cancellato decine di commenti poco garbati ( idem come sopra )

    - Ho ascoltato moltissimo gli AC/DC, seguiti dagli  IRON MAIDEN e dagli Scorpions ( i dati precisi riportati dal mio profilo last.fm  per quanto riguarda i primi 10 gruppi in assoluto )

    - Ho visto centinaia di “Bimbe stylose” o “bimbi styloshi”, “bimbe malmostose” e chi più ne ha più ne metta!

    - Ho visto decine di “Angel of Death”

    - Ho visto migliaia di foto in posa ( perchè questa tortura ai miei occhi? )

    - Ho visto centinaia di spaces brilluccicanti ( idem come sopra )

    - Ho letto persone fare i complimenti a se stesse ( egocentrismo a paletta! )

    - Mi sono iscritto a tre forum e in alcuni Social Network ( ma l’ho abbandonati quasi tutti )

    - Ho letto migliaia di frasi fatte in ogni tipo di spaces ( evviva l’originalità )

    - Ho sempre espresso le mie idee senza problemi e restrizioni

    - Mi è stato chiuso uno space ( si uno dei nostri spaces fu chiuso senza preavviso perchè c’avevamo messo dei link per maggiorenni )

    - Ho pensato di abbandonare questa piattaforma ( soprattutto ultimamente ) ma per ora resisto

    - Ho dedicato molti post alla mia ragazza, soprattutto poesie

    - Ho passato delle notti al computer ( questo nell’estate 2007 )

    - Ho passato anche 10 ore in un solo giorno al computer ( anche questo è accaduto 2 anni fa )

    - Ho subito un incidente stradale, ho avuto la mononucleosi e sono stato “terremotato” ( per la serie: la fortuna ti sorride solo quando vuole ). Però sono ancora vivo e più pimpante di prima!

     

    La classifica termina qui ma non è detto che nei prossimi giorni non aggiunga qualcos’altro, se mi viene in mente. Leggendo potete notare come sia letteralmente cambiata la mia vita. Eh già, internet ti cambia la vita! Di certo 2 anni fa, non lo pensavo, non pensavo che fosse possibile. Alcune cose che ho scritto sono gradevoli, altre ripugnanti, altre sconvolgenti. Credo di avere qualcosa in comune con voi lettori, beh magari scrivetemelo e vediamo quante cose coincidono!



    May 10

    Sciacalli d’Italia

    Il termine è stato coniato durante il mese scorso quando ancora si scavava tra le macerie qui nell’aquilano. Non mi piace molto questo neologismo ma lo uso comunque poichè non saprei in che modo definire certe persone. Probabilmente tra poco nei dizionari alla voce “Sciacallo” ci saranno 2 significati visto che è stato anche introdotto il reato di “Sciacallaggio”. C’è una differenza importante tra gli sciacalli appartenenti alla famiglia dei Canidi e gli sciacalli umani. I primi spesso, si cibano di carcasse di animali abbandonate o sottratte ad altri predatori perchè ne hanno bisogno per sopravvivere. Gli uomini che compiono atti di sciacallaggio invece, si rendono protagonisti di gesti ignobili quando servirebbe tutt’altro. Lo sciacallaggio è deprecabile, incivile e per le persone normali non è spiegabile. Ci sono diversi esempi di sciacallaggio che riguardano varie categorie di persone e di lavoro. I giornalisti sciacalli ad esempio, hanno spesso speculato su questa tragedia: ecco un esempio

       

     

    Se il servizio pubblico e la “rete ammiraglia” come la definiscono loro, arriva a certi livelli, vuol dire che stiamo messi parecchio male. Pensate che noi stavamo proprio seguendo il tg in quegli istanti, dire che rimanemmo scioccati è un eufemismno. E che dire di quei giornalisti ( e ciò vale per tutte le reti ) che andavano a svegliare i terremotati che cercavano di dormire in auto, in piena notte, rivolgendo loro domande tipo “ Perchè dormite in auto?” Oppure i giornalisti che intervistavano persone appena estratte dalle macerie! Ne ho visto uno che addirittura intervistava un uomo ricoverato a Roma, che aveva la mascherina per respirare! E poi la stupidità delle domande eraincredibile “ Come vi sentite?” – “ Che cosa ha pensato in quei momenti?” . Un’altra cosa che ha impressionato me e la mia famiglia subito dopo il sisma era la catastrofe dipinta dai vari servizi televisivi “ Abruzzo distrutto”- “ L’Abruzzo non esiste più” e via con l’ottimismo! Ragazzi calma eh, l’Abruzzo esiste per fortuna ed esisterà ancora, il terremoto ha colpito gravemente solo una parte della regione ma non siamo sprofondati nell’oscurità! Infine lo sciacallaggio mediatico ha avuto forse il suo apice più vergognoso ed infame in alcuni giornalisti, che si sono travestiti da preti, per entrare nell’obitorio allestito nella Scuola della GdF e fotografare i cadaveri! Un altro esempio televisivo di mancanza di rispetto verso tutti è stato dato da alcuni canali abruzzesi: nelle notti seguenti al sisma che ha ucciso 298 persone trasmettevano film porno! Proprio le reti regionali che più di tutte avrebbero dovuto occuparsi di raccontare il dramma delle vittime!

    Chiudo la pagina dello sciacallaggio mediatico per passare ad altre storie. Le cose che ho visto e sentito direttamente. Ho già parlato nei post precedenti, di alcuni venditori ambulanti di frutta e di altri che raccolgono il ferro, ecc. Tra le cose che ho visto e sentito spiccano alcuni atti di insensibilità, stupidità, ignoranza o chiamatela come volete, di alcune persone del mio paese. Mi è capitato nella prima settimana da “sfollato” di ascoltare, mentre si mangiava in mensa, alcune persone lamentarsi della mancanza di cibo, della qualità del cibo, ecc. Il bello è che si lamentavano attribuendone la colpa a quelli della Protezione Civile. Ad uno l’ho pure detto “ che colpa ne hanno loro? Ordinano i viveri che richiediamo noi e se ne arrivano di meno non dipende da loro”. Inoltre il sindaco rifiutò la cucina da campo, per cui cucinavano uomini e donne del paese in un baraccone manco a norma, quindi se il cibo non era eccellente la colpa non era dei volontari. A parte il fatto che a me il cibo è sembrato sempre buono, penso che in certi momenti si debba essere uniti, dare una mano a chi lavora per noi. Non polemizzare inutilmente. In quella situazione avrei mangiato pure i vermi se ce ne fosse stato bisogno, fregandomene del gusto. Quei signori casomai, avrebbero dovuto prendersela con il sindaco. Ecco, questo può esser definito sciacallaggio verbale: fatto sta che un bel giorno nel quale noi non abbiamo pranzato alla mensa, tre uomini son stati denunciati dal capo dipartimento perchè erano venuti alle mani ( non ho capito se tra di loro o con i volontari ) e avevano protestato per il cibo.  Alla prossima intemperanza saranno condannati. Ben gli sta. Nel post precedente ho dimenticato di riportare un fatto curioso, che non c’entra nulla con gli sciacalli, avvenuto il 7 aprile. Durante il famoso giro per le case del paese incontrammo alcune pattuglie dei vigili e una di queste stava provvedendo a sgomberare una casa, nella quale stavano tranquillamente la padrona di casa e il suo amante. Quando i vigili dissero loro di uscire, l’uomo con aria saccente rispose “ ma voi non sapete con chi state parlando! questa casa sta benissimo! “ Il bello è che lo diceva mentre la parete frontale continuava a perdere calcinacci e il piano superiore era completamente collassato, eppure questo signore era convinto di ciò che diceva.

    Torniamo al tema principale del post: ora posso passare allo sciacallaggio “materiale”, ovvero i furti. Ci sono stati diversi presunti casi ed è stato fatto immediatamente un Decreto Legge per condannare i trasgressori, però secondo tale decreto solo chi viene colto sul fatto deve essere processato. Infatti pochi giorni dopo il 6 alcuni rumeni furono arrestati perchè trovati con alcuni gioielli in mano, mentre giravano tra le macerie di un paese. Il giorno dopo son stati processati per direttissima e son stati assolti, proprio perchè non sono stati trovati a rubare. Per fortuna però, c’è anche un arresto andato a buon fine: un 64enne trovato mentre sottraeva grondaie di rame da quello che restava di un’abitazione a L’Aquila: il giorno dopo è stato condannato a 2 anni di carcere! La prima condanna in Italia per sciacallaggio. Anche nel nostro paese abbiamo avuto casi drammatici. Addirittura ad una signora hanno sottratto la propria coperta che stava nella propria tenda! Circa una settimana fa son stati visti due uomini girare tra alcune case di notte e da allora la pilizia e i carabinieri hanno raddoppiato le pattuglie e gli elicotteri di sorveglianza: non a caso le stesse autovetture dei corpi di polizia sono bilndate.

    Sicuramente nei primi giorni dell'emergenza avrete appreso dai mass media di alcuni casi di speculazione che hanno dell'incredibile. Ad esempio alcuni benzinai, avevano alzato il prezzo di un litro di carburante a 5€. Alcuni commercianti vendevano 1kg di carne a 30 o addirittura 80€ . Questi fatti avvenivano nelle ore immediatamente successive alla scossa più forte. Notizie che non avremmo mai voluto ricevere.

    Io mi chiedo come sia possibile che degli esseri umani arrivino a compiere tali gesti nei confronti di altri esseri umani: non si rendono conto? Vogliono essere protagonisti? L’unica risposta che ho trovato fino ad oggi è che non hanno una dignità queste “persone” e faccio fatica a definirle così. Sono la massima incarnazione dell'infamia. Se avessi trovato qualcuno intento a sottrarre qualcosa dalla mia casa, lo avrei ammazzato di botte. Non c’avrei pensato 2 volte. E devo ammettere che ho avuto la fortuna di non essere intervistato da uno di quei giornalisti-sciacalli, perchè avrei avuto la risposta pronta ad un eventuale domanda cretina “ Come si sente? “ – “ Come caspita vuole che si senta uno che ha vissuto 20 secondi in bilico tra vita e morte? “. Il caso del tg1 è schifoso e infatti da quel giorno non guardo quasi più quel tg. Mi fanno schifo certi giornalisti, mi fanno schifo tutti quelli che vogliono speculare su questa tragedia, tutti quelli che se ne approfittano. 2 anni di galera son pure pochi per certi pezzenti. 



    May 02

    Esperienze indimenticabili

    La notte racchiude tutte le paure ancestrali dell’uomo. La notte, nonostante tutto, mi è sempre piaciuta. Eppure quella del 6 Aprile 2009 l’ho odiata e non potrò mai dimenticarla. Ero andato a letto tardi, perchè mi ero addormentato in salotto come al solito; alle 23 c’era stata una scossa ma era ormai una consuetudine da tre/quattro mesi e non potevo immaginare che cosa sarebbe accaduto più tardi. Mi svegliai picchiando la testa contro la spalliera del letto udendo un rumore assordante che non saprei proprio descrivere. Sentivo il letto muoversi e le pareti scricchiolare, sentivo mamma, mio fratello e la sua fidanzata gridare parole che non riuscivo a comprendere. In quegli istanti non ti rendi conto di ciò che accade realmente e non hai nemmeno il tempo di pensare e di provare emozioni. Premevo l’interruttore ma la luce non si accendeva, poi dopo vari tentativi finalmente arrivò la volta buona ma guardai in alto e c’era il lampadario che oscillava, scesi dal letto in fretta cercando di vestirmi. Pochi secondi per prendere le cose più importanti e andai sotto la porta della camera di mamma, rivedere lei e gli altri lì mi fece stare un pò meglio. “ Il terremoto! Il terremoto!” Gridavano in continuazione e fu allora che mi resi conto di ciò che stava accadendo, fu allora che iniziai a provare paura, come mai prima in vita mia. Le gambe mi tremavano come paletti e sembrava che da un momento all’altro dovessero spezzarsi. Il terremoto non ci lasciò parlare perchè dopo un pò di tempo dalla prima arrivo un’altra scossa, interminabile. La nostra casa oscillava e dovevamo aggrapparci alle porte per non scivolare mentre si udivano tremendi tonfi da fuori, come echi di bombe cadute al suolo o forse peggio. In quegli istanti ebbi il tempo di pensare a molte cose, immagini nella mia mente che volevo avere bene impresse per cercare un pò di sollievo. Pensai a qualcosa che non è più vita, ho visto la morte in faccia e purtroppo non è retorica. Terminata la scossa, scendemmo le scale in fretta e mentre stavamo per raggiungere la porta d’ingressò la terra tremò ancora ma con meno vigore.

    Uscimmo per strada e trovammo uno scenario inedito: tutti i vicini di casa erano usciti ed erano tutti attoniti, senza parole. Alcuni stavano nelle auto, altri vagavano senza cognizione di causa, altri stavano fermi e sembravano domandarsi “che succede?” In breve tempo arrivò sempre più gente, parenti, amici, un via-vai continuo di automobili mentre le scosse continuavano. Le case non avevano danni, almeno ad una prima occhiata esterna, però la paura governava tutti: impossibile rientrare. Mia zia stava sconvolta nell’auto di alcuni suoi inquilini, davanti al palazzo delle case popolari, dove abitavano. A casa sua era caduto di tutto ed era scesa di fretta dal terzo piano dove aveva l’appartamento. La disperazione e l’incredulità erano nei volti di tutti, non passava nemmeno un minuto senza che ci fosse una scossa a ricordarci che il peggio non era passato. Il mio cuore continuava a battere ad un ritmo esagerato e le gambe tremavano sempre di più. Non sapevamo nemmeno che ora fosse anche perchè gli orologi erano quasi tutti bloccati e i cellulari funzionavano a stento. Alle 3.32 era cominciato tutto, questa era l’unica cosa chiara, visto che quasi tutti gli orologi erano fermi a quell’ora. Noi decidemmo di scendere dai genitori della ragazza di mio fratello: loro stavano bene ma la casa era piena di calcinacci e grosse crepe, il loro negozio devastato dagli scaffali che erano caduti con tutto il materiale che contenevano. Altre persone disperate, incredule. Accanto a casa loro c’era l’edificio dove aveva sede la farmacia: un vecchio edificio che stava in piedi per miracolo. Spettrale. Aveva grosse lesioni dappertutto e poteva crollare da un momento all’altro. Cominciavano a girare voci sull’entità del terremoto, una ragazza collegandosi dal pc tramite chiavetta aveva trovato la notizia che la scossa principale era stata di 6.7 gradi della Scala Richter e che era durata 22 secondi. Pensavo “22 secondi? A me son parsi minuti! Non ci credo, non ci posso credere!” E la terra continuava a tremare facendo aumentare l’ansia e la preoccupazione di tutti.

    Tornammo davanti casa verso le 5 del mattino ed io, forse con coraggio, forse con incoscenza, rientrai. Volevo sapere. Volevo vedere in tv cosa stava accadendo. Solo un canale trasmetteva in diretta, Rai Tre con la trasmissione "Rainwes24" e forniva questi dati- 5.8 gradi della Scala Richter (9/10 della Mercalli) con epicentro a Paganica “caspita, conosco molte persone di quel paese… oddio!” Pensai subito. Poi mandarono in onda le prime immagini dall’Aquila: orrore allo stato puro. “Quelle che vi stiamo trasmettendo sono immagini da via XX Settembre, una via storica della città, come potete vedere c’è un edificio interamente crollato e i primi soccorsi sono effettuati a mani nude dai cittadini.” Rimasi sgomento nel guardare quelle scene anche perchè conoscevo molto bene quella strada e quell’edificio ma anche gli altri che erano vicino li avevo visti centinaia di volte, ci passavo accanto ogni giorno quando andavo al Liceo. Quei palazzi erano rasi al suolo. Poco dopo mandarono in onda le immagini di ciò che restava della Casa dello Studente, che sarebbe diventato il simbolo di questa tragedia. Avrei voluto esserci anch’io lì a scavare per salvare qualcuno. Pochi istanti dopo arrivò la notizia della morte di 4 bambini e provai dolore, come se fossero stati i miei figli. Dovetti spegnere ed uscire poco dopo, perchè la terra aveva ricominciato a tremare. Quello che avevo letto e ascoltato era terribile e lo raccontai a chi era in strada. Mamma e la ragazza di mio fratello piangevano, io e lui eravamo gli unici a mantenere una calma relativa. C’erano persone in pigiama, altre con la coperta addosso, altri ancora che cercavano di dormire.

    Dopo circa 4 ore dalla “botta” tornammo tutti e 4 a casa, per seguire le notizie dai tg e prendere altri effetti personali. Io e mio fratello decidemmo di controllare tutte le stanze dei vari piani della casa: la situazione era buona perchè non c’erano danni evidenti, la struttura aveva retto benissimo. In breve tempo venimmo a sapere che tutte le case costruite o ristrutturate da papà erano integre! Un motivo di orgoglio, permettetemi, poichè lui non si è voluto arricchire speculando sulle vite umane. A casa erano caduti solo dei libri e dei suppellettili posizionati male e si era staccata una perlina dal soffitto di una camera: roba di poca entità. Portammo l’auto fuori perchè era pericoloso lasciarla in garage e tornammo in strada, dopo aver ricevuto le telefonate di papà e mia sorella. Di tutte le chiamate però, quella della mia ragazza mi rasserenò maggiormente. Sentire la sua voce in quei momenti era come vedere uno spiraglio di luce nell’abisso più oscuro. Stavamo entrambi bene. Mentre la terra continuava a tremare noi andavamo in giro ed essendo nella parte più alta del paese potevamo vedere in che stato erano la maggior parte delle case. La prima che colpiva lo sguardo era una casa relativamente nuova, ripiegata su se stessa come un scatolone calpestato da un piede. Il proprietario ci stava solo in estate e in qualche fine settimana. Tra l’altro, intorno a quella casa era pieno d’acqua che era già ben visibile da circa un mese, segno che una falda o forse varie falde, erano emerse a seguito della incessante attività sismica che c’era stata già da Dicembre. Noi pensavamo che fossero pozzanghere rimaste dopo le abbondanti nevicate di Marzo e invece si tratta di almeno una falda scoperta. Scorgevo vari tetti lesionati o parzialmente crollati e il mio sguardo tornava sempre su quella casa distrutta, mentre tremavo ancora e parlavo con qualche vicino di casa. Quelli che abitavano nelle case popolari avevano subito vari danni e la struttura presentava una grossa lesione da un lato, non solo, avvicinandomi al palazzo sentii un forte odore di gas e mi allontanai alla svelta.

    In poco tempo venimmo a sapere che non c’era più l’acqua ( per noi non era un problema gravissimo, perchè abbiamo una riserva nell’autoclave ) e il gas, che era stato staccato per precauzione in tutta l’area colpita, come provvedimento immediato del governo. La mattinata era fredda e ciò non rendeva di certo le cose migliori. Nessuno sapeva cosa fare, dei soccorsi nemmeno l’ombra. Sapevamo che altri paesi erano stati più colpiti e ovviamente anche il capoluogo, per cui era ovvio che i soccorsi andassero prima lì. Tra le persone circolò la notizia che Castelnuovo era stato distrutto e che vi erano morte 5 persone e in breve tempo la notizia diventò ufficiale. Poi venimmo a sapere di altre disgrazie a San Demetrio e ancora altri paesi, altri lutti. Pensavo a quante volte ero stato in quei paesi, pensavo che non avrei avuto il coraggio di tornarci, speravo che non fosse morto qualche conoscente. A Prata, il mio paese, non era morto nessuno in quella infausta notte, tuttavia alcune persone originarie del paese erano morte a L’Aquila. La situazione era raccapricciante, incredibile, non potevamo realizzare del tutto ciò che vedevamo e sentivamo. Decisi che era meglio abbandonare per un pò quello scenario così impossibile fino a qualche ora prima e m’incamminai verso la fonte vecchia che sta in campagna. Persino la strada, che era stata realizzata pochi anni fa, aveva delle crepe. Alla fonte era difficile arrivare poichè i muri a secco erano crollati e le vasche che contenevano l’acqua rischiavano di spaccarsi. Arrivarono altri ragazzi e cercammo di togliere dalla strada le pietre più leggere, altre erano troppo grosse da spostare. Tornai mestamente davanti casa mentre mamma convinceva zia a stare con noi, visto che non aveva più una casa. Le vibrazioni provocate dalle scosse che non smettevano di ripetersi provocavano ansia, paura in tutti noi, anche le scosse più piccole. I secondi, i minuti, le ore sembravano non passare più, il tempo era fermo. Non ricordo se pranzammo quel 6 Aprile, probabilmente no. Quel che è certo è che stavamo fuori, camminando, chiaccherando, cercando di sapere qualcosa in più.

    Il freddo mattutino aveva lasciato spazio ad una calura opprimente, proprio in quel giorno così tragico. Un brutto scherzo del destino. Il pomeriggio lasciò lentamente spazio alla sera, una sera da temere. Non c’erano sorrisi nei volti di nessuno, solo parlare con la mia ragazza mi faceva sentire meglio. Decidemmo di cenare in casa perchè anche se non avevamo fame non potevamo comunque rimanere a digiuno tutto il giorno. Il gas era stato riallacciato in paese e quindi si poteva cucinare. Mamma aveva fatto la pasta alla carbonara ma mangiarla non era così bello per il palato come le altre volte. Un’atmosfera strana regnava in casa, silenzio mentre ascoltavamo le notizie dai vari tg, che spaziavano dall’informazione allo scoop cercato a tutti i costi. Una scossa forte ci fece scappare per strada dove rimanemmo diversi minuti, poi tornammo e a fine pasto decidemmo di dormire in macchina o almeno provarci. Erano le 21 quando io e mamma andammo in un’aia dove stava la gran parte degli abitanti del paese. Dovevamo provare a dormire, io e lei in una macchina e mio fratello e la fidanzata in un’altra. Zia aveva scelto di stare in casa di alcuni suoi vicini: scelta azzardata pensai. Ricevetti la telefonata di una ragazza che conosco tramite chat e fui contento perchè non me l’aspettavo. Anche un altro conoscente “virtuale” mi contattò tramite sms. Nessuno dei miei conoscenti dell’Aquila e dintorni mi aveva cercato mentre loro che abitano a centinaia di km si erano ricordati e preoccupati per me. Qualche mio compagno di classe l’avevo contattato ma nessuno aveva contattato me. Mamma riusciva a dormire un pò nonostante il freddo pungente ma si svegliava ogni 10/15 minuti o forse di meno, già perchè avevo perso anch’io la cognizione del tempo. Avevamo molte coperte ma i pensieri non ti lasciavano riposare e nemmeno stare tranquillo. Era tutto così assurdo e triste eppure c’era chi stava peggio. Non piansi nemmeno durante la notte e dormii solo di tanto in tanto, per pochi minuti. Ogni rumore mi faceva pensare ad una nuova scossa, ogni rumore anche il più insignificante.

    I primi soccorritori arrivarono in piena notte ma non sapevano cosa fare, come organizzarsi. D’altronde il sindaco si era volatilizzato e loro non avevano ordini precisi. Verso le 6 di mattina uscii dall’auto perchè non ce la facevo più, il dolore ai reni mi tormentava e non sarei più riuscito a dormire. Venni a sapere che la Wind “regalava” ai suoi clienti 5€ di traffico telefonico. Controllavo spesso il mio credito ma di questo bonus nessuna traccia; solo dopo qualche ora arrivò. Pensavo che nei giorni seguenti avrebbero dato altri soldi e invece non è stato così ma questo è un altro discorso e magari ne tratterò in un altro post. Era dunque iniziato un altro giorno, Martedì 7 Aprile e ricorderò molto bene anche questa data.  Io e mio fratello andammo a vedere dov’erano e cosa stavano facendo i soccorritori. Nella zona dove un tempo si svolgeva la sagra paesana avevano già montato una tenda per loro: erano 4 uomini del dipartimento della Protezione Civile di Civitavecchia - Cerveteri. Persone simpatiche per fortuna, che ci guardavano come per dire “che casino che c’è” e ci raccontavano dov’erano stati il giorno prima e cosa avrebbero fatto di lì a poco. Venimmo a sapere da loro che qualche benzinaio aveva alzato il prezzo della benizina a 5€ al litro, che qualcuno vendeva 1kg di carne a 80€: non ci sembrava possibile pensare che degli esseri umani potessero arrivare a quel livello. Il comandante di quel dipartimento ci disse che stava per arrivare il resto del suo gruppo e propose al sindaco di far portare una cucina da campo: quest’ultimo rifiutò. Una decisione scellerata ma anche di questa ne parlerò prossimamente. In breve tempo arrivarono militari, Croce Rossa, polizia e carabinieri da varie parti d’Italia. Io, mio fratello e la sua fidanzata scendemmo a vedere il recupero dei medicinali e vari prodotti farmaceutici dalla farmacia. Arrivarono anche altri della Protezione Civile e iniziarono a tirar via i farmaci più importanti. Io decisi di aiutarli e fu una cosa istintiva, non avevo bisogno di pensarci. Arrivarono anche altri ragazzi. Avevamo formato una sorta di catena umana per rendere più veloce l’operazione di sgombero da quell’edificio percolante. La cosa che mi sorprese in negativo fu che molte persone che conoscevo da anni, nonostante fossero in grado di aiutare non lo fecero, non alzarono nemmeno un dito. Il farmacista era disperato, qualche anno prima in quello stabile ci abitavano delle persone: sarebbero morte quella notte.

    Verso le 10.30 di mattina, sotto un sole cocente, arrivarono finalmente i Vigili del Fuoco ma, invece di aiutare quelli della Protezione Civile a sgomberare la farmacia, chiusero il tratto di carreggiata ( chiusero si fa per dire, visto che legarono un nastro alle estremità di due bidoni ) immediatamente davanti all’edificio. Ci dissero che era pericoloso restare lì ( sicuramente lo sapevamo anche perchè non ci voleva un esperto per capirlo ) e si allontanarono. Quelli della Protezione Civile decisero di terminare lo sgombero da soli mentre noi provvedevamo a mettere tutto in un vecchio garage.  Terminato il lavoro loro andarono via e poco dopo si avvertì chiaramente una scossa fortissima, che fece oscillare ancora l’ormai ex farmacia, proprio pochi istanti dopo che mio fratello ed io ci eravamo allontanati. Gli altri erano rimasti molto vicini ed una ragazza ebbe una crisi di panico che durò per qualche minuto: non dimenticherò mai quegli attimi, fino a quel giorno visti solo in tv. Aveva perso il controllo delle proprie gambe, cadendo a terra era svenuta: si svegliò dopo qualche istante. Potevo capirla poichè quella fortissima scossa aveva fatto vibrare tutto, anche la strada. C’erano delle donne che piangevano e urlavano, c’erano persone incredule e io mi domandavo senza trovare risposta perchè stesse capitando tutto proprio a noi. La calma, per modo di dire, tornò qualche minuto dopo quando passarono varie colonne mobili di soccorso: militari, Croce Rossa, Unità Cinofile dei Vigili, Protezione Civile, polizia e molti altri mezzi di vari corpi di cui ora non ricordo il nome: venivano da ogni parte d’Italia e anche questo aiutava a capire l’importanza e la gravità della situazione. Anche alcuni civili si fermavano e domandavano se ci servisse qualcosa. Noi tornammo verso casa e decidemmo di mangiare fuori perchè era troppo rischioso stare dentro. Tra l’altro il gas era stato staccato un’altra volta. Zia non aveva fame e non voleva mangiare e quindi fummo solo in 4, seduti in macchina a mangiare un pò di pane e prosciutto. Nel frattempo arrivava una sorta di catena di sms poichè il solito idiota aveva messo in giro la notizia di una scossa forte ed imminente: figlio di… – pensai.

    In mattinata, tra l’altro, c’era un rivenditore di frutta all’ingrosso che passava decine di volte con il suo camion ( non oso a immaginare a quale prezzo la vendesse ) e degli slavi che prendevano i ferri vecchi con il sorriso stampato in faccia, altra gente senza scrupoli. Io e mio fratello in quel pomeriggio lavorammo e camminammo come mai prima in così poche ore. Il sindaco ci diede il compito di spostare dei grossi rami ( e non capisco perchè, con decine di ragazzi nei paragi, incaricò solo noi due ) che erano stati segati per lasciare spazio ai mezzi di soccorso. Il caldo era insopportabile e la fatica  si moltiplicava quando trascinavamo quei rami, inoltre mio fratello doveva farlo con una mano sola praticamente. Aveva un problema al polso e proprio il 6 Aprile sarebbe dovuto andare all’ospedale: ironia della sorte l’ospedale era parzialmente crollato e sgomberato. Poi ci toccò un altro compito: fare il giro di tutto il paese per censire gli abitanti. Bisognava sapere chi andava in tenda e chi no. Una cosa inutile a nostro avviso, poichè sarebbe bastato dare un certo numero di tende a quelli della Protezione Civile, di modo che i residenti se la sbrigassero per conto loro. Andammo assieme a una ragazzina che aveva il compito di scrivere i cognomi con accanto il si o il no. Il giro durò almeno 2 ore e non mancarono gli attimi di tensione poichè la gente del nostro paese purtroppo, riesce sempre a farsi riconoscere. Si trattava solo di rispondere si o no eppure alcuni se la prendevano con noi, accusandoci di questo o di quel motivo. Al di là delle incazzature il giro per il paese ci servì anche per dare un’occhiata a com’erano ridotte le case, soprattutto quelle del centro storico. La visione era quasi spettrale ma per fortuna in molte case non abitava nessuno oppure erano di persone che tornavano per le feste o in estate. Un amico di mio fratello invece, aveva fatto in tempo ad uscire di casa prima che crollasse in un colpo solo ma dove stavano quelle macerie non passammo poichè il vero e proprio centro storico era chiuso e quindi non c’era un’anima. Anche il bar era ridotto male. Nella parte bassa del paese non trovammo una casa che non avesse crepe, era incredibile, anche quelle nuove erano pericolanti. In piazza la gente era ammassata in attesa di una sistemazione migliore. Io e mio fratello sapevamo che casa nostra era intatta ma, per toglierci ogni dubbio, volevamo farla conrollare.

    Fortuna volle che per strada incontrammo un gruppo di Vigili del Fuoco di Pistoia ai quali spiegammo la situazione. Loro stavano pensando alle case ridotte peggio ma fecero un’eccezione e venirono a casa nostra in 4. Furono molto gentili e ci rassicurarono: ora mamma, zia e la fidanzata di mio fratello non avevano motivi di terrorizzarsi stando a casa. Quando finimmo il giro per il censimento tornammo nell’aia dove si stavano ultimando i preparativi per la tendopoli e del sindaco non c’era traccia. Un ragazzo mi disse che quelli della Protezione Civile avevano bisogno di aiuto per montare una tenda e io lo seguii. Loro erano solo 4 perchè gli altri stavano sistemando altre cose ( avevano già allestito una decina di tende ) e non mi sembrarono degli esperti. Io e quel ragazzo riuscivamo a fare tutto senza le istruzioni mentre quello che comandava i volontari combinava casini su casini. Comunque si dimostrarono persone disponibili e molto cordiali. Mentre noi lavoravamo altri ragazzi stavano seduti o pensavano a chiaccherare poco distanti da noi: non li ho mai visti alzare un dito per dare aiuto anche nei giorni seguenti. Quando finimmo di montare quella tenda eravamo rimasti in tre e non ci pensai 2 volte ad andarmene: già c’era voluta un’ora per montare quella, figuriamoci un’eventuale altra con la notte in avvicinamento. Comunque la tendopoli era già pronta. Verso le 19 tornai a casa e raccontai tutto, riuscimmo anche a ridere un pò. Pensai di farmi la doccia: ero sudatissimo e non potevo andare a dormire con quel tanfo addosso, decisi di lavarmi anche se era un rischio stare in bagno al piano di sopra. Mio fratello andò prima di me e fu tutto tranquillo a parte la fretta che ovviamente era d’obbligo in quei momenti: anche la mia doccia fu breve per ovvi motivi. Mentre ero in camera a vestirmi fui sbalzato dal letto in un attimo e sentivo i vetri “fischiare”: era un’altra scossa. Dovetti andare sotto la porta con i vestiti in mano e sperare che passasse tutto e non nascondo che in quei momenti ho pregato: e se l’ho fatto io che non vado mai in chiesa e che sono molto scettico sulla fede, vuol dire che il momento non era affatto bello. Quella tremenda scossa durò molti secondi e vi posso garantire che è molto brutto avvertirle nei piani superiori. Gli altri erano sotto e l’hanno sentita di meno ma lo spavento dev’essere stato comunque intenso, anche perchè alcuni soprammobili si spostarono, stando al racconto di mio fratello.

    Al termine della scossa scesi di corsa e uscii insieme agli altri: più o meno lo scenario era quello della notte del 6. Tutti in strada e anche quelli della Protezione Civile correvano, forse per controllare qualche edificio pericolante. Anche stavolta le notizie a riguardo della potenza della scossa si alternavano: prima 6, poi 5.5, infine il dato apparentemente ufficiale: 5.3 gradi della Scala Richter. Mi tremavano ancora le gambe terribilmente e il buio non ci aiutava a stare tranquilli. La ragazza di mio fratello ebbe una lunga crisi di pianto, la mia ragazza mi telefonò preoccupata e disse che la scossa l’avevano avvertita anche nella sua città. Tornammo in casa tardi, la tv trasmetteva solo immagini del terremoto, di quei paesi distrutti, di quelle vite spezzate in pochi attimi. Io e mio fratello scendemmo letti e materassi in salotto: avremmo dormito lì ( più che altro avremmo cercato di dormire ) pronti ad un eventuale fuga. Verso mezzanotte nessuno aveva sonno e guardavamo “Matrix” in diretta da L’Aquila: avevamo messo il televisore per terra e tolto praticamente tutto ciò che sarebbe potuto cadere da mobili e camino. Mentre andava in onda la diretta ci fu un’altra scossa che ci terrorizzò per diversi istanti ma non uscimmo. Stavamo seduti ed era già iniziato il mercoledì ma di questo non c’interessava, non avevamo più cognizione del tempo che passava, avevamo sempre la gola secca anche bevendo litri d’acqua e ogni giorno poteva essere una domenica, un lunedì o un venerdì. Non c’era differenza. Tutto il resto della notte lo passamo praticamente senza dormire, vestiti sotto le coperte tra una scossa e l’altra. In tre notti ho dormito non più di tre ore e quelle seguenti non sono andate molto meglio.

    Concludo qui il mio resoconto che ho iniziato più di una settimana fa. Ho voluto parlare solo dei primi due giorni che comunque rimangono i peggiori e i più lunghi. Attimi interminabili, ve lo giuro e non vi auguro mai di vivere un’esperienza simile. Avvo visto in tv spesso immagini di questo tipo di emergenze ma non potevo immaginare cosa si provasse: ora lo so.

     



    April 23

    Boati su boati

     

     Trema la terra in piena notte.

    Le tenebre rendono impossibile la fuga

    e il terrore ci assale.

    Il frastuono è terribile,

    boati su boati, l’uno dopo l’altro.

    Non ci possiamo opporre a questa

    forza enorme e devastante.

    Scenari di morte e desolazione,

    appaiono ai primi soccorritori che scavano

    a mani nude tra ciò che resta di palazzi,

    case ed altri edifici.

    L’apocalisse in Abruzzo in una notte

    di primavera che diventa interminabile.

    Cumuli di macerie,

    vite che non sono più tali,

    devastazione nelle strade,

    in città e nei paesi.

    Le luci dell’alba rendono tutto più chiaro,

    tristemente chiaro.

    Un bombardamento farebbe meno danni,

    meno strazi e meno lacrime.

    La natura che scatena la propria forza

    non perdona l’avidità dell’uomo ma

    uccide anche centinaia d’innocenti.

    Continuano le scosse come una

    tremenda e surreale liturgia di morte.

    La speranza è in coloro che sono salvi,

    in me, in noi.

    La speranza è nei soccorritori che fanno

    il possibile e l’impossibile per salvare vite

    e per rendere meno amara l’esistenza senza

    un tetto sotto il quale ripararsi.

    Sono uno dei fortunati perché ho tutto,

    ho la vita mia e quella dei miei cari e abbiamo

    una casa solida ma ci sentiamo quasi

    colpevoli verso chi non ha più nulla.

    Guardo e ascolto quelle persone con un senso

    di rabbia e impotenza, dolore e incredulità.

    Sono vivo ma il terrore non abbandona

    la mia mente, ogni scossa è come un monito,

    un presagio di disgrazia.

    Forse la vera e definitiva sventura si è già

    abbattuta su questa terra, su questo popolo.

    Lo speriamo tutti.

    Questi luoghi non saranno più come prima

    e i morti non tornano in vita ma non smetteremo

    mai di lottare per vivere meglio!

     

    Non son riuscito a scrivere di più, anche se avrei voluto farlo. Non son riuscito a fare un resoconto di quello che ho passato e ho visto in questi giorni, poichè è ancora grande il senso di sgomento e incredulità in me. Mi manca la forza per scrivere. Un giorno magari parlerò anche di altri aspetti della tragedia. Tuttavia voglio riportare qui le parole di tre persone sopravvissute. Rosanna Tollis, una signora di 81 anni ricoverata all’ospedale da campo dell’Aquila riusciva, pochi giorni dopo esser stata estratta dalle macerie, ad esprimersi così “ Non avrei mai pensato che i miei libri cadessero l’uno dopo l’altro, che il mio pianoforte non avesse più gambe e che la mia biancheria con i merletti fosse profanata…”

    Un’altra testimonianza che riporto mi riguarda molto da vicino, perchè è quella di mio zio, che abbiamo avuto modo d’incontrare solo sabato scorso. Lui abitava al quinto piano di una palazzina ed era da solo quella notte  “ Dopo la scossa delle 2 avevo preparato una borsa con delle cose da portar via in caso di emergenza e l’avevo messa sotto la porta d’ingresso. Per fortuna che non ero lì quando c’è stata la scossa delle 3.32 perchè quella porta è venuta giù. Mentre la palazzina oscillava io dicevo “Basta!” Lo gridavo continuamente. A casa è caduto di tutto, mobili, televisore, coppe, un tramezzo e parte del soffitto. Sono uscito scendendo le scale che non so come abbiano fatto a reggere. Avevo una paura addosso che non finiva mai. Quando sono uscito ho visto la distruzione attorno a me. Praticamente tutte le altre palazzine sono crollate mentre la notra è rimasta in piedi anche se ha riportato gravi danni. Nel parcheggio eravamo quasi tutti gli abitanti del palazzo mentre una signora era rimasta bloccata nel suo appartamento ed urlava: l’hanno liberata sfondando la porta con un piede di porco. In quei momenti avevo paura anche per mia moglie che stava a Tione ( un altro paese seriamente colpito ) poi mi ha telefonato dicendomi che stava bene. “

    L’ultima testimonianza e forse anche la più toccante è quella di una donna che ha perso entrambi i genitori sotto le macerie e che proprio nostro zio c’ha presentato quando andammo a fargli visita nel villaggio dov’erano ospiti assieme “ è incredibile come i sacrifici di una vita vengano cancellati in soli 20 secondi, non è giusto. Non ho potuto prendere nemmeno una foto, un ricordo di loro. Non ti rimane nulla dopo una tragedia così. “ Noi eravamo senza parole, quasi presi da un senso di colpa. Vedevo nei suoi occhi una grande dignità e una forza che le invidio. Quando abbiamo visto suo figlio, che è un bambino molto piccolo, lei ha detto “ ecco almeno ho lui. Lui è la mia gioia. Perchè non può capire per fortuna, non può capire. Lui è la mia speranza. “

    Devo ringraziare a nome di tutti noi le associazioni di volontariato, la Protezione Civile, in particolatre il dipartimento di Civitavecchia - Cerveteri che è qui dal 7 Aprile, i Vigili del fuoco di Pistoia, di Parma, i Radioamatori di Castellammare di Stabia e praticamente tutte le forze di polizia e militari che sono intervenute e intervengono qui. Grazie anche a tutti quelli che hanno donato qualcosa e al comune di Montesilvano che ci ha offerto ospitalità presso un albergo nel quale siamo stati fino a ieri. Infine grazie a te amore mio, che mi hai fatto sempre sentire il tuo sostegno e il tuo affetto. Nel frattempo qui continuano le scosse, meno di 2 ore fa una di 4 gradi della scala Richter.

     



    April 15

    Comunicazione importante

    Chiedo scusa se non vi rispondo agli inviti o i commenti ma sono direttamente coinvolto nell'emergenza terremoto di cui siete sicuramente a conoscenza. Abito proprio in uno dei paesini gravemente colpiti. Anche per questo il blog non sarà più aggiornato per un periodo di tempo di cui ignoro la fine.
    April 02

    I consigli del poppante

     

    Ormai la televisione sa dare soltanto il peggio di se stessa. Nel piccolo schermo compaiono prevalentemente personaggi con un quoziente intellettivo sotto zero, adolescenti protagonisti del film smielato di turno, presunti intellettuali che si insultano facendo picchi d’ascolto incredibili. Quello che è successo di recente però, non era ancora capitato in tv. Tutto ha avuto inizio in America lo scorso anno: un bambino che frequenta la terza elementare scrive un tema in classe su come “approcciarePerplesso le ragazze e le sue maestre lo scelgono per stamparne varie copie. Il bambino si chiama Alec Greven.

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    Ben presto diventerà inaspettatamente ( e forse pure contro la sua volontà ) una star. Un giorno infatti, “per caso”, un impresario di una casa editrice viene in possesso di quelle copie e decide di pubblicarle: è così che nasce “Come Parlare alle Ragazze”.

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    Questo libro in breve tempo negli States diventa un Best Seller (libro di grande successo commerciale nel breve periodo) e il piccolo autore viene invitato nelle maggiori trasmissioni televisive americane diventando un vero e proprio fenomeno mediatico, anche per quella sua timidezza e naturalezza ( di cui tutti, inspiegabilmente, si stupiscono ). La tv italica poteva lasciarsi sfuggire tale ghiotta occasione di raddrizzare la barca dell’auditel? E quando mai! Ecco che il piccolo scrittore viene catapultato nella nostra realtà, circa 2 settimane fa. I vari tg annunciano la sua presenza in alcune trasmissioni. Io l’ho visto in “Chiambretti Night” su Italia1, rete che ha pubblicizzato questo evento da diversi giorni prima. Dopo pochi giorni era a “Quelli che il calcio” (che parla di tutto tranne che di calcio ). In entrambe le trasmissioni l’unica cosa certa era l’imbarazzo che provava il signor Greven, tra accecanti luci di studio ( sfido chiunque a sopportarle ), intervista da parte del conduttore e degli illustrissimi ospiti. un bambino accolto come la più grande Rock-star quando io credo che, invece, avrebbe preferito starsene nel suo vecchio anonimato a giocare con i suoi amichetti.

    Non vi riporto qui le banali domande che gli hanno fatto però dal modo in cui rispondeva ho avuto la conferma di quello che pensavo già all’uscita della notizia del suo grande successo: è un burattino in mano ad una casa editrice potente. Le risposte erano già preparate, magari in accordo coi conduttori. Aveva troppa sicurezza quando rispondeva alle domande dei conduttori mentre per quelle degli ospiti andava in panne, risolvendo tutto col suo viso da bambino qualunque. E poi a chi volete far credere che un bambino di 9 anni abbia scritto un “manuale” per conquistare le ragazze? Caspita, un tema può essere di 3/4 colonne di foglio protocollo, volete farci credere che ha riempito tutta la riserva scolastica di fogli per i temi? Non regge sta storia. Ennesima trovata commerciale made in USA e che ora fa il giro del globo. Le cose che stanno scritte nel libro non può averle scritte un bambino che a quell’età non ha nessun interesse verso le ragazze, dal punto di vista sessuale. Dire “le ragazze carine sono come le auto: consumano troppo” è una frase da adolescente magari, non da bimbo! E ce ne sono molte altre che ho sentito o trovato su internet. Insomma se il piccoletto pensasse davvero alle ragazze in quel modo, i genitori dovrebbero preoccuparsi.

    Gente di 20/30 e più anni non ha certo bisogno dei consigli di un poppante, con tutto il rispetto, anche per questo la storia che abbia scritto lui sto manuale non regge. Può pensare alle sue coetanee come amichette ma nulla più. A meno che quella generazione non sia cambiata in maniera vertiginosa rispetto a quando avevamo noi quell’età. Un bambino normale ha interessi di tutt’altro genere.

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    Mi sembra tutta una bufala commerciale della quale credo che la tv potrebbe fare a meno. Potrebbe appunto: ma non si smentisce mai!

     



    March 24

    Le armi dell'amore

    Prendendoti per mano sento tutta
    l’energia del nostro sentimento.
    Voglio che senti la mia forza
    mentre ti abbraccio, amore.
    Liberiamoci da timori e ansie,
    siamo più che mai vivi insieme!
    Vive questo amore,
    vive questa passione!
    Splendono i tuoi occhi,
    palpitano all’impazzata i nostri cuori.
    Non guardo fuori dai confini del mondo,
    perché la felicità mia non è lontana,
    non è irraggiungibile, ma è reale, tangibile:
    sei te amore mio!
    La nostra felicità non è una fievole speranza,
     ma possiamo brandirla, la possediamo e non ha prezzo.
    Il mio cuore e i miei occhi
    ti guardano nella stessa maniera,
     ma quest’ultimo non smette mai di osservarti.
     Le mie orecchie ti ascoltano,
    ma il cuore non smette mai di farlo.
     Il tuo sguardo magnetico mi ammazza, mi sprona,
     mi diverte, mi eccita.
     La tua voce mi coccola, mi preoccupa,
     mi fa gioire, mi rilassa.
    Eppure non tollero neanche il solo
     guardarti da parte di altri…


    March 17

    Quiete e sicurtà

    Curiosando nello Statuto della Provincia dell'Aquila ( di cui faccio parte ), ho notato un qualcosa di particolare, che cattura subito l'attenzione. Si tratta del discorso del primo presidente della provincia, Fabio Cannella, il 2 Settembre 1861, quindi risalente al periodo dell'unità nazionale! La provincia ( che allora si chiama Provincia di Aquila ) era appena "nata" e lui così si esprimeva:

    "Io son lieto di poter annunziare all’Italia tutta che la Provincia Aquilana, sebbene travagliata a preferenza delle altre perché da un anno fatta bersaglio ai furori dell’odio borbonico per la sua prossimità a Gaeta e a Roma, pure non è stata delle ultime ad entrare nel nuovo arringo; anzi può noverarsi tra quelle che si sono mostrate più solerti. Dirò pure sul proposito che, chiunque voglia guardare con occhio imparziale, senza livore né preoccupazione, lo stato di questa Provincia, e paragonarla alle altre, troverà che è quella nella quale oggi si prova maggiore quiete e sicurtà, mentre le altre meridionali sono orride di sangue, di rubberie e di arsioni".

    148 anni dopo il linguaggio è cambiato molto, alcuni termini probabilmente, non si trovano nemmeno sui dizionari. Volevo postare questo discorso, non per questioni politiche, ma proprio per confrontare il lessico di allora con quello dei giorni nostri. Questo era un discorso fatto con la massima solennità e il massimo rigore. Però un piccolo appunto lo devo fare: a quei tempi il problema erano i borboni, ora so i ROM xD.

    http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/13/Provincia_dell%27Aquila-Stemma.png


    Vlad l'impalatore

    http://www.netsnake.com/wallachs/photos/vlad_tepes.gif

    Vlad III nacque a Sighişoara, in Transilvania e fu a più riprese principe di Valacchia( una regione moldavo-rumena ). Grazie al suo dominio, il principato di Valacchia riuscì a mantenere la sua indipendenza dall'Impero Ottomano. La crudeltà nei confronti dei prigionieri gli valse il soprannome di Dracul, che in Rumeno significa "diavolo", ma fu anche detto l'Impalatore. Fu uno dei più efferati tiranni che la storia ricordi.

    I racconti sulle sue gesta crudeli hanno dato progressivamente origine a un filone letterario molto fortunato. Il romanzo Dracula di Bram Stoker, con le numerose versioni cinematografiche, ne sono esempi ( anche se, erroneamente, nei film ha una fama da succhiasangue ). Vlad III nacque nel 1431, nella fortezza di Sighişoara, in Transilvania, che era al centro dell'attuale Romania. . Nel 1442, per motivi diplomatici, Vlad III ed il fratello minore Radu furono dati in ostaggio al Sultano Murad II: Vlad III rimase prigioniero in Turchia per 6 anni, mentre il fratello Radu fino al 1462. Questo periodo di prigionia giocò un ruolo importante nel carattere di Vlad. Nel 1447 i Turchi lo liberarono, e venne a conoscenza della morte del padre Vlad II per mano di Vladislav II, un altro pretendente al trono di Valacchia. Il fratello maggiore di Vlad, Mircea, fu torturato e bruciato vivo. Questi episodi segnarono per sempre la mente di Dracula. All'età di 17 anni, Vlad III Dracula, appoggiato dalla cavalleria turca e da un contingente del Pascià Mustafa Hassan, tentò un colpo di stato, ma Vladislav II lo sconfisse.

    Vlad III divenne principe di Valacchia il 10 agosto 1456, quando riuscì finalmente a uccidere il suo nemico. Iniziò quindi il suo più lungo periodo (sei anni) alla testa del principato. Il suo strumento di tortura preferito era l'impalamento. Escogitò metodi diversi per impalare le persone, a seconda del loro ceto sociale. I ricchi venivano impalati stendendoli più in alto degli altri. Per i mercanti fece incidere delle tacche sull'asta, il cui ruolo sarebbe dovuto essere quello di aumentare il tempo dell'agonia. Un testo dell'epoca, narra che durante un pasto dopo la battaglia, Dracula ricevette la visita di un cronista dal Vaticano. L'uomo si rivolse al Principe dicendo : "Come fate a mangiare qui, mio Signore? L'odore è insopportabile". Dracula ordinò a una guardia di impalare l'uomo al di sopra degli altri, di modo che non avrebbe sentito l'odore dei moribondi sotto di lui.

    Nella città di Sibiu, nel 1460 Dracula fece impalare 10.000 persone, e cosparse alcuni corpi con il miele per attirare ogni tipo di insetto. Nel 1459, durante il giorno di San Bartolomeo, Dracula fece invitare a palazzo alcuni mercanti che avevano mostrato odio e disprezzo nei suoi confronti. Decise di farli mangiare abbondantemente e, quindi, fece sventrare il primo obbligando il secondo a mangiare ciò che il collega, ormai senza vita, aveva nello stomaco. L'ultimo mercante venne fatto bollire e la sua carne fu data in pasto ai cani. Un giorno, un ambasciatore del Sultano turco arrivò nel palazzo, si prostrò ai piedi di Vlad III come da cerimoniale, ma non si volle togliere il turbante perché rappresentava il simbolo della propria religione. Dracula, profondamente irritato da quel gesto, ordinò di inchiodare il turbante alla testa dell'ambasciatore. Dracula non aveva pietà per nessuno: secondo la sua legge le donne macchiatesi di tradimento (o presunto tale) nei confronti del marito venivano impalate davanti alla loro casa.

    Morì sul campo di battaglia per mano dei turchi, nel 1476. Molte sono le ipotesi su dove sia finita la sua salma: abbastanza singolare quella secondo cui il corpo sarebbe ritrovato in una tomba di una cappella nella cittadina di Snagov: sembra che tutte le mattine un gruppo di monaci dedichi delle preghiere a quella tomba con lo scopo di "farlo stare buono".

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    March 08

    Operazione Valchiria

     

    L'Operation Walküre nasce nel Terzo Reich come forma di controllo degli operai. Il piano originale era studiato dai gerarchi per sedare eventuali rivolte durante i bombardamenti anglo-americani. Il piano non fu mai usato per tale scopo, ma per un motivo ben diverso: tentare un colpo di stato. Alcuni gerarchi del regime, si erano fin da subito resi conto della gravità delle azioni e decisioni di Hitler e avevano maturato un'idea antinazista, disapprovando totalmente gli orrendi crimini commessi dalle SS.

    Il colonnello Claus Schenk von Stauffenberg, capo di stato maggiore dell'esercito territoriale, era uno dei pochi uomini a poter avvicinare Hitler per tentare di ucciderlo. Nonostante fosse mutilato ( in Africa aveva perso un occhio, due dita della mano sinistra e la mano destra ), egli stesso voleva eseguire l'attentato. Il piano, studiato con altre importanti cariche militari ( tra cui il colonnello Von Treskow ), era meticoloso, destinato a cambiare il corso della storia. Stauffenberg si sarebbe dovuto recare nella cosiddetta "tana del lupo" a Rastenburg, in Polonia, quartier generale di Hitler. Lì avrebbe posizionato una bomba ( all'interno di una valigia ) che, con un particolare meccanismo, sarebbe esplosa in ritardo, consentendogli di uscire in tempo dal rifugio. Il piano funzionò, era il 20 Luglio 1944, e il quartier generale di Hitler non esisteva più. A questo punto, a Stauffenberg non rimaneva altro da fare che tornare a Berlino per iniziare la seconda fase del piano.

    L'esercito territoriale, che egli stesso comandava, avrebbe dovuto prendere il controllo militare dell'intera Germania. Al suo ritorno però, si rese conto che la notizia della morte di Hitler non era stata diffusa dai suoi fedelissimi e ne rimase seccato. Dopo qualche ora, arrivò un telegramma da Rastenburg: Hitler era vivo! Miracolosamente era rimasto quasi illeso dallo scoppio della bomba, che aveva ucciso e ferito gravemente alcuni dei suoi uomini. Inizialmente, appresa la notizia, Stauffenberg e gli altri cospiratori pensarono che fosse propaganda nazista e continuarono con il piano. Purtroppo la notizia era vera e il dittatore apprese dalla polizia interna che si trattava di un attentato, e da chi era stato commesso e studiato. Hitler mandò l'ordine immediato di eliminare i cospiratori e fu così che  Stauffenberg, Beck, Olbricht, von Tresckow furono arrestati dalle SS e dalla Gestapo e fatti fucilare dopo poche ore. Fu poi detto che prima di essere ucciso,  Stauffenberg avesse gridato: "Lunga vita alla Sacra Germania". Su ordine del Führer, tutti i membri delle famiglie dei colpevoli dovevano essere eliminati: questo portò anche all'arresto, alla deportazione e uccisione di molti innocenti, che avevano la disgrazia di condividere il nome, anche senza essere parenti, dei congiurati. Per quanto riguarda la famiglia von Stauffenberg il fratello maggiore, Berthold, fu giustiziato; la moglie di Stauffenberg, Nina, ed i suoi quattro figli (la donna era incinta della quinta figlia, Konstanze, che sarebbe nata il 17 gennaio 1945 a Francoforte sull'Oder, durante la prigionia) furono arrestati dalle SS; i quattro figli furono messi, sotto falso nome, in un orfanotrofio in Bassa Sassonia. Successivamente e fino alla fine della guerra, Nina venne tenuta prigioniera in provincia di Bolzano. Liberati dall'arrivo delle truppe alleate, tutti i membri della famiglia poterono finalmente riunirsi dopo la fine della guerra.

    Mi sembrava doverso dedicare un post ad un grande uomo, idealmente dedicato a tutti coloro i quali si battono contro le violenze inutili e contro i regimi totalitari. Queste sono alcune frasi che rimarranno per sempre nella storia «  Sento il dovere di fare qualcosa per salvare la Germania. Noi tutti, ufficiali dello Stato Maggiore, dobbiamo assumere la nostra parte di responsabilità. » E sull'attentato "lo si deve compiere egualmente: la cosa importante è dimostrare davanti al mondo e davanti alla storia che il movimento di resistenza tedesco è esistito e che ha osato passare all'azione, a prezzo della vita".

    Un uomo che ha dato la vita, per i suoi ideali e per cambiare il corso della storia...


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